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Guerra Medio Oriente: la condanna del G7 all’attacco a Israele

Guerra Medio Oriente: la condanna del G7 all’attacco a Israele

Il vertice convocato dalla presidenza italiana dopo il lancio di missili e droni su Israele. Si alza l’asticella dell’attenzione anche sul nostro territorio

Fino al 31 dicembre 2024, la presidenza del G7 (il forum informale che riunisce i 7 Stati più avanzati, tra cui Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Giappone e Canada, e l’Unione Europea) è affidata all’Italia.
È stata quindi la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a convocare ieri, 14 aprile 2024, il vertice in video collegamento da Palazzo Chigi che si è concluso dopo un’ora con la dichiarazione congiunta di condanna “inequivocabile e nei termini più forti” all’Iran per il lancio di missili e droni su Israele, a cui il G7 ha ribadito “piena solidarietà e sostegno” e riaffermato “l’impegno per la sua sicurezza”.
Intanto, anche se il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha affermato che “Al momento la situazione è senza pericoli particolari per i nostri concittadini”, il Viminale ha innalzato l’allerta al massimo livello, in particolare per le rappresentanze iraniane in Italia.

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni

La dichiarazione del G7 e le posizioni di Ue e Iran

Nel documento sottoscritto in sede di G7, come spiega il comunicato ufficiale, i rappresentanti dei 7 Paesi hanno però anche sottolineato l’esigenza di evitare un’ulteriore escalation nell’area medio-orientale, invitando le parti ad astenersi da azioni volte ad acuire la tensione nella Regione.
“Con la sua azione – si legge nella dichiarazione dei leader – l’Iran ha fatto un altro passo avanti verso la destabilizzazione della regione e rischia di provocare un’escalation incontrollabile della regione. Questo deve essere evitato. Noi continueremo a lavorare per stabilizzare la situazione ed evitare un’ulteriore escalation”.
Oltre alla condanna a un attacco definito “diretto e senza precedenti”, i leader del G7 hanno chiesto “all’Iran ed ai suoi gruppi affiliati di cessare i loro attacchi” dichiarando che “siamo pronti ad adottare ulteriori misure ora e in risposta di altre iniziative destabilizzanti”.
Infine, i G7 hanno rivolto un appello per porre fine alla crisi a Gaza (“rafforzeremo anche la nostra cooperazione”), assicurando che si continuerà “a lavorare per un cessate il fuoco immediato e sostenibile, il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas e la consegna di una maggiore assistenza umanitaria ai palestinesi che si trovano in uno stato di bisogno”.

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Anche l’Unione Europea, attraverso un post su X del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, ha espresso la sua condanna all’attacco iraniano e ha anticipato che la riunione del Consiglio della prossima settimana si occuperà della situazione in Medio Oriente, Libano compreso.
L’ambasciatore dell’Iran all’Onu, Saed Iravani, nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si è intanto difeso affermando che il suo Paese “non ha avuto altra scelta che esercitare il proprio diritto all’autodifesa”.

La situazione in Italia

Delle possibili ripercussioni per il nostro Paese derivanti dall’escalation in Medio Oriente ha parlato invece innanzitutto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rivelando di aver “convocato gli ambasciatori dei Paesi arabi per fare il punto della situazione”.
Inoltre, è stato organizzato per mercoledì prossimo, 17 aprile, un incontro sul tema con il segretario di Stato americano Antony Blinken, prima della riunione del G7 degli Esteri a Capri. Tajani, ribadendo che “l’attacco militare iraniano viene condannato dall’Italia”, ha quindi ricordato anche che “la nostra unità di crisi è operativa 24 ore su 24”, pur ammettendo che “ora serve prudenza e buonsenso da tutte le parti”.

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Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani

Nel frattempo, così come fatto dopo il 7 ottobre per strutture ed edifici riconducibili a Israele e Palestina, l’Italia ulteriormente aggiornato l’elenco degli obiettivi sensibili da tenere sotto il massimo controllo da parte delle autorità, allargando la massima attenzione anche alle almeno 250 rappresentanze dell’Iran sul nostro territorio considerate punti sensibili, come ambasciate, consolati, sedi di associazioni e luoghi di aggregazione.
La concreta rimodulazione delle relative misure è al centro della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato per il pomeriggio di lunedì 15 aprile dal ministro dell’Intero, Matteo Piantedosi, al Viminale. A fare il punto della situazione interverranno anche i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence.
Resta intanto ai massimi livelli la sorveglianza in sinagoghe, moschee, aeroporti e nell’area del Vaticano, oltre alle università, per le quali si terrà mercoledì 24 un’altra riunione ad hoc del Comitato. E c’è grande allerta anche per le manifestazioni del 25 aprile.

Alberto Minazzi

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