La ricerca presentata in occasione della 100^ Giornata mondiale del risparmio evidenzia una propensione ad accantonare superiore alla media europea. Ma più di 1 su 3 non ha risorse per farlo
Una volta “sbarcato il lunario”, gli italiani pensano prima di tutto a risparmiare e solo in terza battuta spendono soldi per divertimenti e altre forme di svago, con l’idea di investire ancor più marginale.
Però, se siamo più “formiche” rispetto agli abitanti di altri grandi Stati europei (Germania, Francia, Spagna e Austria), è anche vero che siamo anche quelli che hanno meno risorse disponibili per il risparmio e quindi lo facciamo meno.
Il contraddittorio quadro emerge dai risultati del sondaggio, effettuato su un campione di oltre 6.300 persone dall’istituto di ricerca YouGov per conto della banca digitale N26, pubblicati in occasione della Giornata mondiale del risparmio.
Un appuntamento, che intende promuovere comportamenti economici responsabili, arrivato quest’anno al primo secolo dalla sua istituzione, avvenuta il 31 ottobre 1924 a Milano, in occasione del Congresso internazionale del risparmio.
Il risparmio: una caratteristica (potenziale) degli italiani
La media europea di chi considera il risparmio una priorità risultante dalle risposte delle persone dei 5 Paesi coinvolti nella ricerca è del 57%. In Italia si sale al 63%.
Un dato che ci posiziona al primo posto in Europa e ci conferma anche tra i primi al Mondo per l’attenzione a quello che è ritenuto un comportamento essenziale per la stabilità economica a lungo termine, non solo a livello individuale, ma anche guardando all’intera collettività.

In un contesto che conferma la tendenza tradizionale, vi sono però alcuni aspetti contingenti che segnalano le difficoltà del momento economico. In primo luogo, 1 italiano su 3 ha dichiarato un peggioramento della propria situazione economica nell’ultimo anno. Per esempio, solo il 30% dei nostri connazionali interpellati hanno dichiarato di essere finanziariamente preparato ad affrontare le emergenze.
Tutto questo, sottolineano i sondaggisti, si traduce nel paradosso che, in concreto, la percentuale di intervistati che effettivamente risparmiano è la più bassa nei Paesi presi in considerazione. In altri termini, quando si riesce a risparmiare la quota del budget destinata all’accantonamento è più rilevante di altre realtà. Ma più di 1 italiano su 3 ha dichiarato di non disporre delle risorse necessarie per farlo.
Le altre spese: da quelle necessarie, a quelle per lo svago, agli investimenti
Per l’80% del campione, in ogni caso, la massima priorità è rappresentata dalle spese quotidiane necessarie come affitto, bollette, trasporti. Gli italiani, in questo caso, con l’84% si posizionano al secondo posto, dietro ai soli spagnoli (85%), mentre i tedeschi (73%) sono in coda. Tranne che in Italia (61%) e Spagna, la seconda priorità è data alle spese discrezionali per tempo libero e svago, come viaggi e pasti fuori casa, con il picco del 62% in Francia.
Gli investimenti, al contrario, sono all’ultimo posto tra le priorità in tutti e 5 i Paesi, con una media del 20% e una forbice tra il 17% di Francia e Spagna e il 25% dell’Austria (l’Italia si ferma al 19%).
Solo 1 nostro connazionale su 6, del resto, ha affermato di essere aggiornato sui metodi per incrementare il proprio patrimonio (dato inferiore alla media europea del 21%), il 47% si dichiara sicuro delle proprie capacità di gestire le finanze e il 33% di avere obiettivi chiari.
Circa la metà degli intervistati sperimenta così ansia e stress quando si trova a gestire le proprie finanze, solo 1 su 8 stabilisce obiettivi finanziari concreti, e solo il 9% ha un piano dettagliato per raggiungerli, rispetto a una media del 15% negli altri Paesi europei. E, pur considerandosi finanziariamente indipendente la metà degli italiani, scende a meno di un terzo la quota di soddisfatti della propria situazione economica: molto al di sotto della media europea del 40%.
E intanto donne ed extracomunitari continuano a guadagnare di meno
Lo studio non esprime dati differenziati per genere o per provenienza geografica. Chi lo fa, relativamente alle retribuzioni, è invece l’Inps, che nel suo ultimo rendiconto evidenzia come, anche nel 2023, le retribuzioni medie settimanali lorde degli uomini sono state mediamente pari a 643 euro. Ovvero superiori del 28,34% se confrontate con i 501 euro medi percepiti dalle donne.
Dai dati dell’Istituto di previdenza emerge anche una differenza significativa tra le retribuzioni medie dei lavoratori comunitari, 582 euro a settimana, ed extracomunitari, pari a 385 euro a settimana in media, con una differenza anche in questo caso tra uomini e donne: i primi arrivano a 432 euro, le seconde a 309.
Alberto Minazzi