Gli ultimi dati Caritas, al centro di un confronto alla Camera, confermano il perpetuarsi tra generazioni delle difficoltà economiche. E anche i 10 italiani col patrimonio più elevato appartengono a grandi famiglie capitalistiche
Parlare di “Italia a due marce”, con riferimento alle condizioni economiche degli abitanti del Bel Paese, è sempre più veritiero. Il divario tra i pochi ricchissimi e il sempre crescente numero di famiglie in condizione di povertà si fa infatti sempre più preoccupante.
Una situazione che, sul secondo fronte, ha negli ultimi giorni registrato una importante presa di coscienza da parte del Parlamento, con la Camera dei deputati che ha ospitato un evento in cui, partendo dagli ultimi dati Caritas, si è aperta la discussione per provare a individuare misure e azioni più efficaci.
Ma proprio il più recente “Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale in Italia” della Caritas ha evidenziato un aspetto: le difficoltà economiche “sembrano destinate a perpetuarsi di generazione in generazione”. Così come, guardando ai nomi dei 10 italiani più ricchi secondo Forbes, i cognomi sono sempre quelli ben noti.
L’ereditarietà di povertà e ricchezza in Italia
“Chi è cresciuto in famiglie svantaggiate – sottolinea il report dell’ente per la promozione della carità – tende a trovarsi, da adulto, in condizioni finanziarie precarie”. Si può, insomma, parlare di un vero e proprio “circolo vizioso della povertà”, che in Italia è ben più marcato che nel resto d’Europa.
Secondo i dati Eurostat, la quota di adulti tra 25 e 59 anni che, a 14 anni, vivevano in una situazione economica difficile e che si trovano ancora in questa condizione nel continente è pari al 20%. Nel nostro Paese, la percentuale sale al 34%, ponendoci alle spalle solo di Romania e Bulgaria.
Per contro, nella Top 10 della classifica del Bloomberg Billionaires Index 2024, anche se mancano esponenti di grandi famiglie capitalistiche come Del Vecchio, Agnelli o Benetton, i nomi dei nostri connazionali che possiedono il patrimonio più elevato sono comunque arcinoti.
In vetta, con un patrimonio netto di 39,1 miliardi di dollari, c’è Giovanni Ferrero, a capo del grande gruppo alimentare, seguito dal boss della moda Giorgio Armani (12,9 miliardi) e dall’erede della casa automobilistica Ferrari, Piero: per lui, 7,3 miliardi di euro, come un altro gruppo di eredi: i Berlusconi.
La povertà in Italia: un problema sempre più serio
Il “capitale ereditario”, come lo definisce il sociologo e antropologo francese Pierre Bourdieu, è dunque un freno alla mobilità sociale all’interno del Paese. Ma non è certo la principale causa del problema della povertà, in Italia, che deriva dall’intero contesto attuale e si esprime traducendosi in varie forme.
Il dato di partenza del report Caritas sono i 5 milioni 694 mila italiani in condizione di povertà assoluta: il 9,7% della popolazione, con un aumento soprattutto tra i nuclei familiari interessati, arrivati all’8,4%, con una crescita quasi ininterrotta dal 2014 a oggi, soprattutto al Nord, dove l’incremento è stato del +97,2%.
Nella nostra realtà si stanno così sempre più affacciando e consolidando diversi fenomeni di disagio sociale. Tra quelli di lunga data, la Caritas ricorda soprattutto i problemi legati all’abitazione, aggiungendo poi i temi delle misure alternative al carcere e delle barriere alla fruizione di un reddito minimo.
Ma spicca anche il valore record (13,8%) nella serie Istat relativa all’incidenza della povertà assoluta tra i minori, che interessa 1 milione e 295 mila bambini. E preoccupa anche la povertà tra coloro che possiedono un impiego: ben l’8% degli occupati versa in questa condizione, con la punta del 16,5% tra gli operai.
Povertà: alla ricerca di una soluzione
Per cercare di trovare spunti per intervenire efficacemente nel supporto a coloro che devono affrontare una difficile condizione economica, l’evento “Lobbying e Advocacy contro la povertà” ha riunito, nella Sala della Regina di Montecitorio, politici e esperti, a partire dai rappresentanti della Caritas.
“Oltre a intervenire nell’immediato in chiave curativa – ha sottolineato il direttore di Caritas Italiana, Marco Pagniello – è necessario agire in un’ottica preventiva sulle cause della povertà, per riallineare gli inaccettabili squilibri generati dalle disuguaglianze economiche e sociali”.
In tal senso, il presidente della I Commissione Affari costituzionali della Camera, Nazario Pagano, da cui era partita l’iniziativa dell’organizzazione dell’evento, ha annunciato nell’occasione la prossima presentazione di una proposta di legge “per disciplinare organicamente questa attività, garantendo processi decisionali più inclusivi e orientati al bene comune”.
Alberto Minazzi