Cosa fa di un Paese un Paese felice? Tra i parametri, alcuni sconfessano alcuni luoghi comuni
I più felici sono i finlandesi. I meno felici gli afghani.
Tra i primi venti Paesi più felici del pianeta non figurano Paesi con culture orientali, nonostante equilibrio e armonia risultino tra i parametri che misurano la felicità di una popolazione. Ma ai vertici della classifica ci sono Paesi nordici.
Nonostante i tempi infelici che un po’ tutti viviamo a causa della pandemia e della guerra in corso, il Sustainable Development Solution Network ha pubblicato il suo World Happiness Report 2022 e stilato la sua classifica, confermando alcuni risultati degli anni passati ma sbaragliando i luoghi comuni sulle priorità e i valori fondanti della felicità di un popolo.
La Finlandia mantiene la pole position di Paese in cui si vive meglio ed è seguita nella top 5 dei Paesi più felici da Danimarca, Islanda, Svizzera e Paesi Bassi.
Poi vengono Lussemburgo, Svezia, Norvegia, Israele e Nuova Zelanda.
L’Italia perde sei posizioni
E l’Italia? Bisogna scorrere ancora un bel po’ per ritrovarla.
Rispetto allo scorso anno, infatti, ha perso sei posizioni finendo dal 25° posto al 31°.
Dopo l’Uruguay, prima del Kossovo.
Ma anche di altri 115 delle 146 nazioni del mondo della classifica.
Non rientra dunque nella top 20 dei Paesi più felici come Austria (11°), Germania (14°), Stati Uniti (16°), Regno Unito (17°), Belgio (19°) e Francia (20°), ma i parametri di riferimento per la felicità non sono così lontani da raggiungere.
I parametri per misurare la felicità di un Paese
Tra questi, oltre a quelli di carattere economico, la bassa corruzione, il livello di istruzione e il tasso di occupazione.
Ma anche il sostegno sociale, la fiducia nelle istituzioni pubbliche, la libertà di scelta, la generosità della comunità.
Non solo Pil, dunque, ma anche equilibrio e armonia.
La buona notizia evidenziata dal rapporto è che, nel corso del 2021, sostegno sociale e volontariato sono aumentati in tutto il mondo.
Nella valutazione da 0 a 10 che va a determinare il punteggio finale, questi due elementi hanno quindi pesato in tutte le nazioni.
Per quanto riguarda l’Italia, un certo peso hanno avuto, in senso contrario, anche i parametri della corruzione e del tasso di occupazione, che secondo gli studiosi hanno determinato la caduta a sei posizioni più sotto rispetto alla precedente pubblicazione del rapporto relativa al 2020.
Russia e Ucraina: di male in peggio
E Russia e Ucraina in quale posizione stanno? La domanda sorge spontanea e la risposta, se si pensa alla situazione in corso, non può arrivare se non nel rapporto 2023, in quanto la guerra non era ancora scoppiata quando il Report 2022 è stato realizzato.
Fa specie, però, che pur non trovandosi come Libano, Zimbabwe, Ruanda e Botswana tra gli ultimi Paesi in classifica, comunque anche nel 2021 non se la passavano poi così bene occupando la Russia l’80° e l’Ucraina il 98° posto.