Due scenari per l’evoluzione urbana entro il 2050. E una sfida: costruire ambienti più sicuri e accessibili
Come dovrebbero essere le città ideali del futuro? E Come evolveranno?
Le risposta a questa e altre domande arrivano dal secondo Rapporto One health “La salute delle città e dei territori”, realizzato dal campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con l’Istituto Piepoli. Dalla ricerca è emerso che solo l’11% dei cittadini è pienamente soddisfatto della qualità della vita nella propria città e il 39% negli ultimi anni ha registrato significativi peggioramenti.
Ciò suggerisce che la progettazione urbana nel prossimo futuro è chiamata ad affrontare le necessità di città inclusive, dotate di spazi verdi, una sanità accessibile e innovativa, una mobilità sostenibile e una efficiente gestione della manutenzione urbana.
“Città da usare” e “città da vivere”
La ricerca in particolare ha esaminato l’evoluzione prevista delle aree urbane italiane entro il 2050.
Per farlo sono stati presi in considerazione in un contesto di cambiamenti profondi, diversi parametri quali l’invecchiamento della popolazione e le trasformazioni economiche, sociali e culturali con l’obiettivo di supportare e migliorare la qualità della vita.
Il panorama urbano italiano, come evidenzia il rapporto, è caratterizzato da una rete di piccole e medie città, con poche grandi metropoli e una popolazione che si prevede rimarrà sostanzialmente stabile nei prossimi 20 – 25 anni.
E le città? Sono stati tracciati due scenari possibili per il loro futuro: le “città da usare” e le “città da vivere”.
Nel primo caso si immaginano grandi centri urbani come centri di eccellenza economica, culturale e sanitaria da vivere principalmente come luoghi di lavoro e servizi con una popolazione residente limitata e flussi giornalieri intensi.
Nel secondo scenario il tessuto urbano si concepisce come uno spazio orientato a favorire l’inclusione sociale, la coesione tra centro e periferie e aree urbane progettate per migliorare la qualità della vita. Quindi con abitazioni accessibili, verde pubblico e servizi di prossimità. In questo contesto si colloca la sfida di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030 e il 2050.
Le città del futuro tra sicurezza, verde e cure accessibili
Per il 68% dei cittadini il futuro delle città sarà dominato dal progresso inarrestabile della tecnologia e al tempo stesso per il 51% un orientamento sempre più concreto verso la sostenibilità. D’altra parte la qualità della vita dipende da alcuni elementi essenziali che rientrano nel concetto di accessibilità alla salute, al lavoro, alla casa, all’istruzione.
L’immagine delle città del futuro è pienamente in linea con le priorità espresse dalle persone.
Il 56% dei cittadini si aspetta infatti che siano ambienti sicuri e verdi dove sia possibile accedere facilmente a cure, servizi (55%), formazione (53%), opportunità professionali (51%), mobilità sostenibile (50%), integrazione e socialità.
Sfide e opportunità: “la citta dei 15 minuti” e l’integrazione sanitaria tra pubblico e privato
Lo sviluppo di una rete di trasporto pubblico interurbano efficiente, secondo quanto emerge dal rapporto è la direzione verso la quale bisogna andare privilegiando soluzioni sostenibili come il trasporto intermodale e il modello della “città dei 15 minuti” che mira a rendere tutti i servizi essenziali facilmente accessibili. Al tempo stesso è opportuno avviare una transizione verso città più coese e solidali anche attraverso interventi che puntino alla rigenerazione degli spazi pubblici e alla riduzione del consumo di suolo. Importante nel settore sanitario sarà l’integrazione tra pubblico e privato per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i costi. Giocherà un ruolo centrale anche l’attenzione verso la prevenzione che consentirà di fare fronte al progressivo invecchiamento della popolazione. Non ultimo, fondamentale anche l’utilizzo di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale.